PEPE CORZO

(Scenografo e costumista)

L’ARTE DI DISEGNARE IL COSTUME  VOL. 3

All’inizio degli anni Novanta, la compagnia di danza di Lima Grupo Uno convocò Pepe Corzo per il suo primo lavoro scenico: Cronache Immaginarie (1992), un insieme di costumi per una nuova creazione, il primo di quasi un centinaio di spettacoli tenuti a suo carico. Arrivò dopo il momento del teatro, il lavoro con i più importanti direttori teatrali peruviani che riconobbero nel suo talento un contributo speciale a ciò che avevano in mente: Ruth Escudero, Edgar Saba o Jorge Guerra. “con Jorge è un’esperienza affascinante, una sfida, un direttore che ti sorprende e ti invita a sorprenderlo”, e Rocio Tovar, al quale lo unisce una profonda amicizia “Rocio piò interpretarmi meglio di quanto io stesso sia capace”. Da questa prima epoca a Lima spiccano titoli teatrali come Cyrano de Bergerac (Ruth Escudero), La vida es sueño, El rey Lear, Las tres hermanas, Esperando a Godot y El otro lugar (Edgar Saba), Fausto, Don Juan vuelve de la guerra y La casa de Bernarda Alba (Jorge Guerra), Pataclaun (July Naters), Antígona (Miguel Rubio), Perú JaJa, Muérete cupido, Sueño de una noche de verano, Chaska y Puro Cuento (Rocío Tovar). Titoli ai quali si dovranno sommare le collaborazioni con coreografi e compagnie di danza come il già citato Grupo Uno, Integro, Karin Elmore, Danza Viva e Morella Petrozzi. Il fascino di Corzo per la danza, per i corpi che con il loro movimento danno vita ai costumi, avrà più avanti un nuovo spazio per svilupparsi. (Dal testo “Pepe Corzo: Inventore di universi scenici” di JUAN CARLOS ADRIANZEN. The Scenographer 2018).

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