Photos by Roland Halbe

Project credits
Location: Cremona (CR) Italy.
Owner: Fondazione Giovanni Arvedi e Luciana Buschini.
Architecture Firm: Arkpabi | Giorgio Palù e Michele Bianchi Architetti.
Architecture Project Team: arch. Nicola Bignardi, arch.  Alessia Antonioli, arch. Davide Andrea Nolli, arch. Silvia Morassi, arch. Martina Varoli, arch. Marcello Cesini, arch. Alessandra Dall’Ara, arch. Francesca Gallina, arch. Ilaria Falabella, arch. Sabrina Bacchi.
Acoustic Consultant: Nagata Acoustic.

Concepito come una forma inspirata alla bellezza degli strumenti, l’Auditorium è nato per rappresentare la grande tradizione musicale italiana, ma anche per affrontare il futuro della musica. Il risultato è un progetto fluido fatto di volumi morbidi, linee sinuose che si rincorrono e disegnano una grande scultura organica che esprime la diffusione delle onde sonore.
Un progetto parallelo tra architettura e suono, che rilascia una sequenza di forme e volumi, fino al  il punto focale:  il palcoscenico centrale in cui l’attenzione è immediatamente centrata. Un’importante scelta acustica e architettonica che seduce visioni coinvolgenti, richiamando quasi il teatro onnicomprensivo di Weimar. Lo spazio in cui si forma il suono, il palcoscenico circolare al piano inferiore della sala, è un nucleo magnetico per il pubblico, attirando l’attenzione sull’evento musicale all’evento musicale e rendendo la sua immagine completamente centrale.
Il pubblico è “avvolto” dai musicisti, il dialogo che si crea tra il pubblico e i musicisti produce un forte impatto emotivo e consente una nuova esperienza che va oltre il concetto di concerto classico.
L’architettura è fatta per suscitare emozioni, ma l’acustica, studiata dall’ingegnere acustico Yasuhisa Toyota, diventa anche un punto di forza della hall.
L’architettura cerca di “catturare” il suono per tradurlo in un’immagine; la musica, effimera per natura, viene dalla sostanza: permanente ed effimera in un dialogo senza tempo nel luogo che celebra gli strumenti a corda.
Fluidità e organicità degli spazi architettonici, materiale vivo e pulsante che viene modellato seguendo linee curvilinee, in contrasto con la definizione regolare e sterile della sala rettangolare che contiene l’Auditorium, come una scatola che apre le sue sorprese.
Un’idea di base: costruire lungo linee parallele un’identità tra suono e architettura, in spazi che sembrano cristallizzare le onde sonore.
Un edificio dalle mille sorprese e meraviglie: meccanismi su un’architettura che si unisce unendo morbidezza e pienezza dei materiali, definiti nelle fluide concatenazioni degli spazi evidenziando curve morbide e raggi stretti che fanno vibrare e girare le superfici, un’architettura che vive attraverso viste aperte e scorci, concentrazione ed essenza inventiva.