The Scenographer presenta

PACO AZORIN

Poetica del visibile e dell’invisibile. Paco Azorìn, scenografo e regista.

Il teatro è un alleato esterno del cammino spirituale ed esiste per offrire visioni, inevitabilmente fugaci,
di un mondo invisibile che si compenetra con il mondo quotidiano e normalmente è ignorato dai nostri sensi.

(Peter Brook da: “There Are No Secrets”)

Rendere visibile l’invisibile. Dare forma a un meraviglioso nuovo mondo. Generare. Costruire per distruggere i preconcetti, ciò che è già fatto, già visto e sentito. Spogliare. Arrivare al midollo spinale che sostiene e percorre un’opera di teatro o una prosa, e da lì far nascere un nuovo organismo la cui nervatura compone le linee visibili di una struttura che si concretizza nello spazio scenico. Giocare per creare. Creare per giocare. Disegnare, dirigere, originare come forma di vita. Comunicare nel senso più profondo del termine. E lavorare, lavorare, lavorare. Mai trattenere la curiosità.
Questa è la poetica, e l’etica, di Paco Azorìn (1974), scenografo e direttore, ma anche progettista illuminotescnico, amministratore, produttore, professore e incluso costumista e attore agli arbori della sua carriera.
(text by Nieves Perez-Abad)

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PROSSIMA USCITA

IGNACIO GARCIA

Theatre Director

text by José Gabriel López Antuñano

SPECIAL COSTUME DESIGN

Angela Buscemi

L’arte di disegnare il costume

The Scenographer  lancia una nuova collana dedicata all’arte di disegnare il costume. Si tratta di una straordinaria raccolta di figurini teatrali, di studi grafici e pittorici per la realizzazione artistica dei costumi.  Disegni necessari  per la creazione di uno spettacolo, figurini realizzati dai grandi protagonisti del costume operistico e cinematografico.
Il primo volume ospita i figurini della costumista Angela Buscemi. Costumista di talento per il teatro e per il cinema, la Buscemi molto presto inizia la sua attività teatrale, collaborando alla messa in scena di moltissime opere liriche.

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PROSSIMI EVENTI

Incontri di Architettura e Scenografia

Theatre Architecture Innovation

LO SPAZIO E L’IMMAGINE

LO SPAZIO E L’IMMAGINE è il nuovo titolo del nuovo programma di formazione che SCSA presenterà quest’autunno alla Facoltà di Architettura, Università della Sapienza di Roma.
Il programma si svolgerà per due o tre stagioni, con sessioni programmate ogni due mesi.

Il programma ospiterà architetti, registi teatrali, scenografi, tecnici del suono e della luce, invitati a parlare e esplorare liberamente una vasta gamma di temi sull’architettura, il teatro contenporaneo e le istallazioni in generale, che in qualche modo ridisegnano o ri-modellano lo spazio urbano. Particolare enfasi è posta sul tipo di architettura che si basa sulla sperimentazione in forme di arte visiva e spaziale.
Pur continuando ad usare la “parola”, questo tipo di rappresentazione teatrale non necessariamente colloca l’espressione verbale al centro del suo processo comunicativo, preferendo sperimentare contaminazioni con installazioni visive multimediali, arte pittorica e forme architettoniche, sviluppando così uno studio dell’immagine e lo spazio sia dinamico che innovativo.

LO SPAZIO E L’IMMAGINE
Conferenze, video proiezioni, perfomances
Inizio del programma: Ottobre/Novembre 2017
Inizio registrazione: Settembre 2017
ENTRATA LIBERA

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EDUCATIONAL

Incontro con VINICIO CHELI (lighting designer)

SCSA presenta il video dell’incontro con  lighting designer VINICIO CHELI al teatro dell’Opera di Roma.

UNA SELEZIONE DEI NUMERI ARRETRATI

STEFANO PODA

Nella sua ricerca di unità estetica e concettuale, il lavoro artistico di Stefano Poda comprende sempre la direzione, la scenografia, il costume, l’illuminazione e la coreografia in una focalizzazione personale fondata su un’immagine visionaria equilibrata tra immagini antiche e arte contemporanea.

STEFANO PODA

STEFANO PODA OVVERO LA VERITA’ IN ARTE
Testo di Jaume Radigales (Docente di Storia dell’Arte all’Univeristà di Barcellona.  Critico musicale per la rivista Ritmo e per il quotidiano La Vanguardia.)
L’arte è, più che creazione, assimilazione di concetti e metamorfosi materica di idee che si trasformano sulla base di un processo graduale di natura estetica, ma anche etica. In questo senso possiamo dire che i lavori di Stefano Poda sono il frutto di un evidente “tekné” come risultato di un pensiero che trasforma un concetto in una realtà complessa, quella scenica, a partire dall’unione delle distinte discipline artistiche.